In occasione della Giornata della Memoria, la biblioteca presenta la mostra “ 𝑫𝒊𝒗𝒊𝒆𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒖𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆: 𝒍𝒆𝒈𝒈𝒊 𝒓𝒂𝒛𝒛𝒊𝒂𝒍𝒊 𝒆 𝒃𝒊𝒃𝒍𝒊𝒐𝒕𝒆𝒄𝒉𝒆 ” un percorso documentario che ricostruisce una delle pagine più buie della storia.
Nel 1938 il regime fascista introdusse in Italia le leggi razziali, avviando una sistematica esclusione degli ebrei dalla vita civile, culturale e professionale del Paese. La persecuzione non colpì soltanto le persone, ma investì anche il mondo dei libri, delle biblioteche e della circolazione del sapere, trasformando luoghi di conoscenza in strumenti di controllo e discriminazione.
Attraverso circolari ministeriali, disposizioni amministrative, elenchi di opere proibite e riviste di propaganda razziale, le biblioteche furono coinvolte attivamente nell’applicazione della normativa antiebraica: volumi vennero ritirati, autori cancellati dai cataloghi, riviste e pubblicazioni scientifiche divennero strumenti di propaganda e giustificazione ideologica.
Questa mostra intende ricostruire uno degli aspetti meno noti dell’applicazione delle leggi razziali in Italia: il ruolo delle biblioteche nei meccanismi di esclusione e di censura, nonché le profonde ferite inflitte al patrimonio culturale e alla libertà di pensiero.










