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	<title>slide &#8211; Biblioteca Universitaria di Cagliari</title>
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	<description>Biblioteca Pubblica Statale – University Public Library of Cagliari</description>
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		<title>Cappella dell&#8217;ex Seminario Tridentino</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2024 15:01:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Cappella dell’ex Seminario Tridentino Il Palazzo dell’ex Seminario tridentino, inaugurato nel 1778, ospita, al piano terra, una semplice cappella con la volta a botte provvista di lunette. Il locale, fino alla metà degli anni Cinquanta oratorio del Seminario, attualmente custodisce la parte più antica e preziosa del patrimonio raro e di pregio della Biblioteca [&#8230;]]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-da4984b044a387d73c7946e658b6edf9" style="color:#ae3433">La Cappella dell’ex Seminario Tridentino</h3>


<p align="justify">Il Palazzo dell’ex Seminario tridentino, inaugurato nel 1778, ospita, al piano terra, una semplice cappella con la volta a botte provvista di lunette. Il locale, fino alla metà degli anni Cinquanta oratorio del Seminario, attualmente custodisce la parte più antica e preziosa del patrimonio raro e di pregio della Biblioteca Universitaria. Sono presenti manoscritti, incunaboli, un considerevole numero di edizioni del Cinquecento, ma anche un numero minore di edizioni del Seicento e del Settecento, distribuite nei fondi denominati Cinquecento, Rossello, Rari, Baylle. La Cappella ospita anche il Gabinetto delle stampe, istituito nel 1946 per raccogliere incisioni di artisti sardi, e nel corso degli anni arricchito da nuove acquisizioni. Nella Cappella, si allestiscono mostre temporanee che mirano a promuovere il patrimonio e a incrementarne la fruizione.<br />Nella Cappella, nella parete in fondo,  è collocato un altare di marmi policromi a intarsi, fattura di bottega sarda dei primi dell’Ottocento, dotato di tre gradini e di tabernacolo con porticina d’argento raffigurante l’Agnus Dei. Una finestra centinata ornata di stucchi bianchi sovrasta l’altare. <br />Sulla sommità dell’arco è presente lo stemma dell’Università di Cagliari, che rappresenta al centro la Vergine, ai lati lo stemma coronato di Cagliari, ancora con i pali d’Aragona, essendo stata, l’Università, fondata in epoca spagnola, e quello del Regno di Sardegna con i quattro mori. Alla base emblemi del Papa sardo Ilario e dei vescovi Lucifero ed <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Sant'Eusebio.JPG" data-wplink-edit="true">Eusebio</a>.</p>
<p>La volta presenta numerose decorazioni pittoriche a tempera, tra cui due grandi tondi centrali e uno di dimensioni minori, situato nella parete opposta a quella dell’altare. Il primo dei due maggiori rappresenta la <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Vergine.JPG">Vergine</a>, della quale una scritta evidenzia l’attribuzione di sedes sapientiae, depositaria della sapienza divina, col bambino in grembo, circondata da angeli; il secondo raffigura <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Cristo.JPG">Cristo</a> che consegna le simboliche chiavi a San Pietro, mentre il tondo minore ritrae Eusebio, sardo di nascita, divenuto vescovo di Vercelli, in abiti e copricapo vescovili, nell’atto di benedire. Sono presenti diversi stemmi di papi e vescovi, per citarne solo alcuni quello del vescovo <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Stemma%20di%20mons.%20Pietro%20Balestra.JPG">Pietro Balestra</a>, francescano, che rappresenta l’emblema dell’ordine francescano, con il braccio di Cristo e quello di San Francesco incrociati.  </p>
<p style="text-align: justify;">Quello di <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Stemma%20del%20pontefice%20Pio%20X.JPG">Giuseppe Sarto</a>, divenuto papa col nome di Pio X nel 1903, è importante perché la data di inizio del pontificato rappresenta il termine “ante quem non” per la datazione della decorazione pittorica della volta della Cappella. Particolare lo stemma del <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Stemma%20di%20mons.%20V.%20G.%20Berchialla.JPG">Monsignor Berchialla</a> che fu arcivescovo di Cagliari dal 1881 al 1892. Esso raffigura un triangolo trinitario con scritta in ebraico, verosimilmente IAHVE’.<br />Ancora citiamo lo stemma dei <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Sardinia%20Quattro%20Mori.JPG">Quattro Mori</a> e quello della <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Calaris%20Stemma%20di%20Cagliari.JPG">Città di Cagliari</a>, nonché quello della Cattedrale con la sua patrona <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Cattedrale%20Santa%20Cecilia.JPG">Santa Cecilia</a>, mentre nelle sei lunette sono dipinti, una <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Torre%20Pisana.JPG">torre pisana</a>, una <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Veduta%20sul%20mare.JPG">veduta sul mare</a>, un <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Nuraghe.JPG">nuraghe</a>, una <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Chiesa.JPG">chiesa</a>, un <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Isolotto.JPG">isolotto</a> in mezzo al mare e infine, in un paesaggio tipicamente sardo, <a href="http://www.bibliotecauniversitariadicagliari.it/public/download/00IB/Cappella/Pastore.JPG">un pastore</a> in abito tradizionale con il suo gregge.<br />Le decorazioni pittoriche sono anonime, ma lo stile ricorda quello del toscano Citta e del suo allievo Baciccia Scano, pittori attivi nella provincia di Cagliari tra la fine dell&#8217;Ottocento e l&#8217;inizio del Novecento.</p>


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		<title>Magazzini Librari</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2024 14:52:19 +0000</pubDate>
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		<title>Sala Sarda</title>
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					<description><![CDATA[La Sala Sarda ospita una parte del patrimonio librario riguardante la Sardegna. Le opere presenti in questa sezione sono contrassegnate dalla collocazione 8, e precisamente comprese tra 8 A 1 e 8 F 0634. La restante parte, con collocazione a partire da 8 F 0635, si trova nei depositi librari. Per la richiesta di consultazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Sala Sarda ospita una parte del patrimonio librario riguardante la Sardegna. Le opere presenti in questa sezione sono contrassegnate dalla collocazione 8, e precisamente comprese tra 8 A 1 e 8 F 0634. La restante parte, con collocazione a partire da 8 F 0635, si trova nei depositi librari. Per la richiesta di consultazione o prestito, è necessario compilare una richiesta da presentare all’addetto alla sala.</p>
<p style="text-align: justify;"> La Sala, dotata di undici tavoli e ventidue postazioni studio, permette di consultare sia i libri presenti in sala che quelli custoditi nei magazzini.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni tavoli sono riservati alla consultazione del patrimonio “Raro e di Pregio”, che può essere consultato previa compilazione di appositi modulari e consegna di un documento di identità.</p>
<p style="text-align: justify;">È inoltre consentito l’uso di computer portatili, con accesso alla rete WI-FI.</p>
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		<title>Cappella dell&#8217; ex Seminario Tridentino</title>
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		<title>Sala Settecentesca</title>
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					<description><![CDATA[Nel 1785 venne approvato il regolamento della biblioteca. Una targa, posta all’ingresso della Sala Settecentesca, ricorda l’inaugurazione ufficiale, avvenuta per volere di Vittorio Amedeo III di Savoia. Tuttavia, l’effettiva apertura al pubblico ebbe luogo solo nel 1792.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel 1785 venne approvato il regolamento della biblioteca. Una targa, posta all’ingresso della Sala Settecentesca, ricorda l’inaugurazione ufficiale, avvenuta per volere di Vittorio Amedeo III di Savoia. Tuttavia, l’effettiva apertura al pubblico ebbe luogo solo nel 1792.</p>


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					<description><![CDATA[La sala, oggi nota col nome di Sala Settecentesca, denominata in origine Sala Grande o Salone,  è un grande locale rettangolare, lungo circa venti metri, largo otto, e alto sette metri e cinquanta, dotato di ampie finestre che guardano il porto. Il duplice ordine di scaffalature, laccate in un bel color avorio con fregi dorati, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sala, oggi nota col nome di Sala Settecentesca, denominata in origine Sala Grande o Salone,  è un grande locale rettangolare, lungo circa venti metri, largo otto, e alto sette metri e cinquanta, dotato di ampie finestre che guardano il porto. Il duplice ordine di scaffalature, laccate in un bel color avorio con fregi dorati, occupa interamente le pareti a destra e a sinistra della sala, mentre un ballatoio o galleria, al quale si accede attraverso una ripida scala nascosta da una piccola porta, posta a destra dell’ingresso, si snoda nei quattro lati della sala. Le scaffalature furono realizzate dall’artigiano cagliaritano Angelo Cardu, in un primo tempo tinteggiate di rosso scuro, e successivamente di un colore simile a quello attuale, che conferiva maggiore luminosità all’ambiente. La volta era provvista di una controsoffittatura decorata con le armi della dinastia sabauda. Il pavimento originario era in ardesia. La sala, dotata di un primo regolamento nel 1785, sotto <a href="https://buca.beniculturali.it/getFile.php?id=407" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vittorio Amedeo III</a>, fu aperta al pubblico nel 1792.</p>
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